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Ad Almese, si sono tenute domenica 2 giugno in Piazza Martiri della Libertà le celebrazioni per la Festa della Repubblica Italiana. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Almese in collaborazione con l’ANPI Valmessa, ha richiamato l’attenzione di numerosi cittadini e neo diciottenni e ha contato sulla partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni almesine, degli Alpini di Almese e della Filarmonica di Rivera.

Durante la mattinata, prima della consegna ufficiale di una copia della Costituzione italiana a ciascuno dei diciottenni presenti in piazza, sono intervenuti il Sindaco Ombretta Bertolo, la rappresentate dell’ANPI Valmessa, Matilde Bove, ed Arli Dervishi, in rappresentanza dei giovani almesini:

“(…) Come vostro Sindaco – ha affermato Ombretta Bertolopenso che si debba dare il massimo rilievo a questo momento importante. Per questo il 2 giugno ad Almese festeggiamo voi diciottenni consegnando ad ognuno una copia della nostra bellissima Costituzione affinché la leggiate e possiate imparare da essa ad essere i cittadini del domani, cittadini del mondo, e a costruire il vostro futuro con impegno ed entusiasmo.
La Costituzione italiana è grandiosa. Se i politici che governano lavorassero per dare a tutti i diritti sanciti dalla Costituzione, non ci sarebbe tanto da inventare. (…) E se tutti noi rispettassimo i doveri che essa stabilisce saremo un paese perfetto. La nostra Costituzione parla di uguaglianza tra persone di diverso sesso, nazionalità, razza, religione… eppure quanta disparità esiste ancora tra uomini e donne? Tantissima, ma non vedo leggi che provvedano a ridurre queste differenze. C’è la questione immigrazione che viene affrontata con metodi che fomentano il razzismo, che è contrario alla Costituzione, e negano l’evidenza che in un popolo che invecchia come il nostro, con sempre meno giovani che mantengono gli anziani, a breve sarà necessario l’apporto degli stranieri per far stare in piedi il nostro sistema pensionistico. (…) Nella Costituzione che vi consegniamo è riportato il discorso che fece il giurista Piero Calamandrei ai giovani il 26 gennaio 1955, in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana organizzato da un gruppo di studenti universitari. Nonostante fossero trascorsi tanti anni dalla fine del regime fascista e della Seconda Guerra Mondiale, quello che è impressionante è l’attualità delle parole di Calamandrei. La mancanza di lavoro, e quindi di dignità, che è la peggiore malattia dei giorni nostri, rende la nostra Costituzione ancora un sogno e un’utopia da raggiungere.”

Dal discorso di Matilde Bove: “In questo giorno credo che il modo migliore per spiegare la costruzione della repubblica stessa sia quello di utilizzarne il frutto, riproporre quei principi fondamentali che i padri costituenti hanno ponderato e ritenuto i migliori per esprimere ciò su cui desideravano che la nostra società si basasse. Essi volevano essere un segno di speranza e di
bellezza, dopo la disperazione e la bruttezza della Seconda Guerra Mondiale. Questi principi sono racchiusi in dodici articoli, i primi della nostra Costituzione. (…)
Dunque, uguaglianza, dignità, tolleranza, solidarietà e pace sono tutti valori che la Costituzione ci trasmette. Sono il regalo che i padri costituenti ci hanno donato, la ricetta per evitare una nuova guerra e mantenere la stabilità, non dimentichiamolo mai!
Infine, vorrei esortare i neo diciottenni qui presenti oggi attraverso le parole che la ‘madre’ costituente e partigiana, Teresa Mattei, dedicò proprio ai più giovani: ‘Siete la nostra speranza, il nostro futuro. Custodite gelosamente la Costituzione. Abbiamo bisogno di voi in modo incredibile. Cercate di fare voi quello che noi non siamo riusciti a fare: un’Italia veramente fondata sulla giustizia e sulla libertà’”.

Dal discorso di Arli Dervishi: “Oggi vogliamo ricordarvi che, oltre ad essere cittadini italiani, siete anche cittadini europei e siete parte di una comunità formata da 512 milioni di abitanti che è riuscita a mantenere la pace nel nostro continente per più di 70 anni. Oggi vi chiediamo di fare tesoro di ciò che avete, della società in cui crescete ogni giorno e delle opportunità che la nostra Unione Europea vi offre. Oggi potete viaggiare in ogni paese membro dell’Unione grazie alla convenzione di Schengen, potete partecipare ai progetti di scambi o viaggi di studio all’estero come Intercultura e l’Erasmus, potete confrontarvi con i vostri coetanei di culture differenti apprendendo molto da loro ed arricchendo voi stessi, potete fare esperienze di lavoro, potete vivere e sentirvi parte di una comunità unita negli stessi ideali di pace ed uguaglianza.
Vorrei fare una triste considerazione riguardante il nostro amato Paese che negli ultimi anni ha perso quell’entusiasmo che provava per la comunità europea. Pensiamo alle elezioni europee in Italia, in cui ha trionfato il sovranismo che maggiormente si distacca dal progetto europeo. È molto triste vedere questa mancanza di affidabilità da una parte del popolo e mi rivolgo a voi, nuova generazione italiana, per poter contrastare questo sconforto nazionale verso l’UE e continuare a credere e partecipare in questa grande comunità. Il nostro compito è quello di migliorare ciò che già è stato creato dall’Europa, guardando ad un futuro senza disuguaglianze e conflitti. (…)”.

Le celebrazioni per il 2 giugno ad Almese si sono concluse sulle note dell’inno di Mameli, interpretate dalla Filarmonica di Rivera, che hanno accompagnato la cerimonia dell’alzabandiera a cura degli Alpini di Almese.
Si ringraziano tutti i cittadini, le cittadine, i rappresentanti delle istituzioni, le associazioni e i diciottenni che hanno presenziato a questa importante giornata, e tutti i genitori per aver sensibilizzato i propri figli alla partecipazione.

Comunicato stampa in versione pdf

Comune di Almese