25 APRILE AD ALMESE: TANTI MESSAGGI PER UN FUTURO DI DIALOGO | Comune di Almese
Regione Piemonte - Città Metropolitana di Torino

È stato un 25 aprile molto partecipato e sentito quello che si è tenuto ad Almese. Tante le iniziative realizzate nel corso della giornata, tutte con un unico filo conduttore: ricordare quello che è stato e guardare al futuro con voglia di dialogo, integrazione e solidarietà tra popoli.

La mattina si è tenuta la Santa Messa e a seguire la commemorazione del 25 aprile a Milanere con l’inaugurazione del nuovo monumento ai caduti. In questa occasione i discorsi del sindaco, Ombretta Bertolo, e di Matilde Bove, e l’intervento della banda di Almese.

Nel pomeriggio, in piazza l’esibizione della Filarmonica di Rivera, a seguire in sala consigliare, grazie al lavoro svolto dall’Anpi Valmessa, è stata presentata una interessante mostra di documenti e foto sui partigiani della Val Messa.

Sono poi stati intervistati da Elisa Testa Piero Blandino e Luciano Goffi, che hanno trasmesso ai presenti le toccanti storie partigiane.

I ragazzi che hanno preso parte al progetto del Treno della Memoria hanno anche condiviso la loro testimonianza e i loro pensieri dopo il viaggio di approfondimento e conoscenza che hanno avuto modo di fare nei mesi scorsi.

In serata, la chiusura del Val Susa Filmfest, sempre a tema con resistenze antiche e nuove. Si sono svolte tutte le premiazioni e poi un bellissimo concerto di Saba Anglana e Fabio Barovero.

“È stato un bellissimo 25 aprile, pieno di contenuti, di confronti, di sguardi al passato e tanta speranza per un futuro di dialogo e tolleranza. Bellissima la partecipazione di così tanti giovani, che ci danno speranza per un futuro di pace“, commenta il Sindaco Bertolo.

Alcuni passaggi dei discorsi di Matilde Bove: “Il 25 aprile 1945 ha aperto la strada in particolare a due diritti che erano stati annullati dal regime di Mussolini: il diritto all’identità e il diritto di parola. Tutte le volte che creiamo un profilo facebook, un account su instagram o su twitter e inseriamo il nostro nome e cognome, le nostre caratteristiche; ogni volta che mettiamo mi piace, dovremmo ricordare tutti coloro che sono stati privati del loro essere da una stella a 5 punte sul petto o da un numero marchiato sulla pelle. Ogni volta che postiamo i nostri pensieri senza rimuginarci troppo ad un pubblico che si è allargato al mondo intero, soffermiamoci a ragionare sull’importanza di quel gesto e su chi ci ha concesso di poter esercitare un diritto così grande scontrandosi con i fucili dei nazifascisti, con le torture o con le pene nei campi di concentramento.
[…] Oggi più che mai di fronte ad alcune derive che ci vorrebbero tutti razzisti e fascisti è necessario che ognuno di noi faccia sentire la propria voce e, ognuno a suo modo, si prepari a tornare sulle montagne a fianco dei partigiani a dimostrare che la Resistenza non è finita. Noi ci siamo, ad affermare che c’è un’alternativa all’odio e alla paura del diverso e a ricordare ogni singolo istante i valori della Costituzione italiana per rispetto a chi voleva scappare dall’odio e dalla paura del nazifascismo.
[…] Vorrei aggiungere che come l’assemblea costituente sentiva di non dover tradire i partigiani caduti, noi oggi abbiamo il dovere di onorare queste parole e non tradire tutti quelli che come Calamandrei si sono impegnati nella redazione di questo testo così importante che è la Carta costituzionale.”

Alcuni passaggi del discorso del sindaco Ombretta Bertolo: “Il 25 aprile è la migliore occasione per inaugurare il nuovo monumento ai caduti di Milanere, realizzato da Fulgido Tabone. Con Fulgido abbiamo anche restaurato le lapidi in memoria dei partigiani a Malatrait e alla Sabiunera che vi invito a visitare ed onorare , un atto dovuto di rispetto a quei giovani che diedero la vita per un domani migliore.
Un saluto particolare a Claudio Bertolo, che ringrazio della sua presenza. Claudio è il figlio di Luciano Bertolo, partigiano di Almese, che fu fucilato dai tedeschi per rappresaglia ad Alpignano, uno dei 10 martiri del Maiolo che ogni anno vengono ricordati in un’importante cerimonia di commemorazione.
Quest’anno ricorrono gli 80 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali, emanate dal governo Fascista […]
L’antisemitismo ha radici molto antiche, ma la versione più recente fu quella inventata dai nazisti per canalizzare e deviare i mille motivi di scontentezza e di rabbia del popolo contro una facile preda e per dare una semplice ‘spiegazione’ alle molte ingiustizie nel mondo che tanta gente non riusciva a spiegarsi. Ricordiamoci che si usciva distrutti dalla Prima Guerra mondiale, dove la Germania aveva perso e stava pagando pesantemente questa sconfitta. In tutti i governi, in tutte le organizzazioni internazionali si potevano trovare degli ebrei, anche in posizioni importanti. Secondo la teoria di Hitler l’antisemitismo doveva diventare così una lotta di tutti i popoli contro un nemico universale. Per essere giustificato, lo sterminio sistematico aveva bisogno di una motivazione più forte, più ‘politica’ e non solo etnica o religiosa.
E così dopo la Germania, anche l’Italia pubblicò il 14 luglio 1938 il Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della razza, testo aberrante pieno di negazioni storiche e scientifiche. […]
Quello che colpisce è che troppo spesso ultimamente si sentono ritornare in auge i principi che fecero forte il nazismo in Germania e il Fascismo in Italia: razzismo, xenofobia, violenza, anche nei rapporti quotidiani, dove l’arroganza e il sopruso verso i più deboli è il modello che sta prendendo piede: ragazzini che picchiano gli insegnanti  perché gli adulti gli hanno insegnato che nella vita l’importante è prevalere con la prepotenza e la violenza invece che impegnarsi a studiare per guadagnarsi un posto nel mondo con merito e capacità personali, né gli hanno insegnato a provare sentimenti come la compassione per gli altri. […]
‘Europa, cosa ti è successo?’, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. È questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come ‘patria dei diritti’.
Ho paura che, in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti.
Ieri anche il Presidente della Repubblica Mattarella ha espresso la sua preoccupazione nel discorso per il 25 aprile.
Nella fortuna, che forse non apprezziamo abbastanza, di vivere in un paese in pace, stiamo però rischiando di abituarci a tutto questo, di non preoccuparci più della sofferenza degli altri, anestetizzati senza anticorpi, come ha detto Mattarella, presi solo dal nostro interesse, senza mai domandarci da dove arriva la nostra ricchezza e a scapito di quanti popoli la possiamo ottenere… E’ stato mio dovere attualizzare i valori e l’insegnamento della storia a quanto accade oggi attorno a noi, perché celebrare il passato in pompa magna e poi non imparare nulla o dimenticare tutto e ripetere gli stessi errori fa sì che quei morti, quel sacrificio da cui è nata la nostra Costituzione sia avvenuto invano, e questo un Sindaco della Repubblica Italiana non lo può accettare passivamente.
Qui sarebbe finito il mio discorso, ma fortunatamente ieri sera ho passato una serata coi ragazzi del Treno della Memoria, che saranno anche oggi pomeriggio con noi nell’incontro coi partigiani, e ho visto attorno a me una gioventù pulita e piena di energia, motivata, colpita nel profondo da quello che hanno visto visitando i campi di concentramento, determinata a non dimenticare e a portare nella loro vita la testimonianza e l’esempio, perché ciò che è accaduto non si ripeta. E allora ho pensato che forse il mondo non sarà mai perfetto ma finché ci sarà qualcuno che resiste al male e alle ingiustizie, ci sarà sempre una speranza che si chiama, ORA E SEMPRE  RESISTENZA.”

Comunicato stampa in versione pdf.

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