Torre e ricetto di San Mauro

Ricetto-san-Mauro
Visite guidate mensili gratuite con orario 15,00 – 16,00 – 17,00

 

26 Febbraio – 26 Marzo – 30 Aprile – 28 Maggio – 25 Giugno

30 Luglio – 27 Agosto – 24 Settembre – 29 Ottobre – 26 Novembre

 

Per ulteriori informazioni o per prenotare visite per soli gruppi:

Ufficio Cultura del Comune di Almese

tel. 011.9350201 Fax 011 9350408

E-Mail cultura@comune.almese.to.it

 

Federazione Italiana Escursionismo

tel. 338.2011184

E-Mail info@fiepiemonte.it

 

Segreteria Piano di Valorizzazione

Valle di Susa Tesori di Arte e Cultura Alpina

Tel. 0122.622640

 

Il primo documento riguardante il ricetto di San Mauro risale al 1029, anno in cui il Marchese di Torino Olderico Manfredi dona un terzo dei suoi possedimenti valsusini all’Abbazia di S.Giusto in Susa, inclusa la “curtis” di San Mauro. In quel periodo esiste già, molto probabilmente, una chiesa con campanile, costruita su di un affioramento roccioso.

Tra il 1281 e il 1285 la curtis viene trasformata in borgo fortificato, cioè in “castrum”, mentre il campanile diventa la torre che ancor oggi vediamo. E’ la parte meglio conservata del borgo. La chiesa assume le funzioni di magazzino di derrate alimentari, sede di tribunale e archivio dei monaci. Dalla seconda metà del secolo XIII viene a adibita a semplice residenza agricola.

Di fatto si tratta del luogo dove il castellano raccoglie i raccolti delle campagne dovute all’abate come beni in natura o diritti di decimazione, dove si immagazzinano le produzioni dei campi che circondano il “castrum” coltivati sotto gli ordini del prevosto. Diventa inoltre il centro principale della difesa del territorio in cui rifugiarsi in caso di pericolo e difendere anche le derrate alimentari dalle razzie dei nemici.

Dell’antico campanile, oggi la torre alta 26 metri, resta la suddivisione in sette piani, collegati da una scala sino all’ardita sommità panoramica, segnati da archetti pensili in cotto e da marcapiani a dente di sega, mentre la guglia piramidale in laterizio fu sostituita da una parte sopraelevata e merlata (dotata di caditoie),le aperture (monofore in basso e trifore in alto) furono chiuse e ridotte a feritoie. La chiesa, che sorge alla sinistra del campanile, divenne il magazzino per la raccolta dei prodotti agricoli.

L’attuale ponte in muratura sostituisce quello antico del XVII secolo, costruito dove prima esisteva il ponte levatoio, risalente al periodo delle fortificazioni del XIII secolo. Del fossato che circondava tutto il borgo, tranne il lato Ovest, dove era stato costruita una base realizzata con riporto di terra trattenuto da un muro di scarpa, resta visibile solo la parte Nord Ovest.

Della prima cinta muraria che racchiudeva la chiesa e il campanile, si possono ancora ammirare alcuni merli guelfi; la seconda cinta muraria esterna, alla quale sono ora addossate le abitazioni, difendeva anche la parte rustica che fungeva da ricetto.

Col crescere del borgo di Almese lungo il corso del torrente Messa e con la soppressione dell’Abbazia di San Giusto in Susa, nel 1772, l’antico ricetto perderà progressivamente di importanza, degradato a residenza agricola via via frazionata fra più proprietari.

La parte merlata venne acquistata nel 1889 da Battista Truccato, scalpellino. Durante i lavori di restauro rivenne una pergamena nella quale si accennava ad un tesoro nascosto in una galleria proveniente da ponente e che arrivava fin sotto la torre. Convinto della veridicità dello scritto, Truccato scavò nella viva roccia un cunicolo per intercettare questa ipotetica galleria. Scavò per circa 16 metri senza esito dal 1913 al 1918, anno della sua morte. La galleria divenne luogo di rifugio durante le incursioni aeree della seconda guerra mondiale.

La torre e il ricetto sono stati oggetto di un intervento di restauro e ristrutturazione completato alla fine del 2006 e sono diventati uno spazio espositivo e sede di eventi culturali.

 

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