Scipione Riva Rocci

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Scipione Riva Rocci, l’inventore dello sfigmomanometro a mercurio, lo strumento per misurare la pressione arteriosa nasce ad Almese il 7 agosto 1863, figlio di Pietro che per cinquant’anni è il medico condotto del paese, e diverrà famoso in tutto il mondo. Laureatosi in medicina all’età di 25 anni a Torino nel 1888, diviene assistente di Carlo Forlanini alla Clinica medica propedeutica. Nel 1892 segue Forlanini alla clinica universitaria di Pavia, dove si dedica con il massimo impegno alla pratica clinica: insieme al Forlanini nel 1890 inaugura la tecnica del pneumotorace artificiale nella cura della tisi.

Effettua poi studi sulla febbre, sul respiro, sulle intossicazioni gastriche, sulle malattie del ricambio, è pioniere nella lotta contro la tubercolosi. Nel 1896 l’invenzione che segna una pietra miliare nella storia della medicina applicata: il primo strumento pratico per la misurazione della pressione arteriosa. Dopo che la pressione del sangue era stata scoperta nel 1733 dall’inglese Stephen Hales, un primo tentativo di costruire uno strumento per misurarla era stato quello di Samuel Von Basch. Lo strumento inventato da Riva Rocci, quello che tutti ancora oggi conosciamo ed usiamo, è il primo pratico e preciso.

Dal 1900 al 1928 Riva Rocci è primario e direttore dell’ospedale di Varese, dove realizza il progetto di un nuovo ospedale e fonda l’Associazione Medica Varesina. Riva Rocci rifiuta però sempre di trarre lucro dalla sua invenzione: non volle mai brevettarla e declinò le numerose offerte di sfruttarla commercialmente. Muore a Rapallo il 15 marzo 1937.

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