Regione Piemonte - Città Metropolitana di Torino

Il Premio Calcagno 2008 ad Arrigo Levi

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Due giornate intense trascorse a discutere e riflettere sul giornalismo, ad evocare esaltanti avventure professionali, esperienze umane e culturali che si sono incrociate con la Storia. E poi l’omaggio a un maestro, Arrigo Levi, vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Giorgio Calcagno, intitolato al giornalista e scrittore almesino, ricordato da tutti i suoi colleghi, accorsi numerosi sabato mattina 24 maggio 2008 all’auditorium cav. Mario Magnetto, come un amico e un collega straordinario, nonché maestro a sua volta.

La giuria, presieduta da Graziella Ricci Calcagno, ha deciso di conferire il premio a Levi, come omaggio a un grande cronista che ha lavorato a lungo con Giorgio Calcagno e anche alla stessa professione giornalistica. Non a caso le due giornate sono state dedicate al giornalismo, venerdì con una discussione sul rapporto col cinema, insieme a Gianni Rondolino e Alessandra Comazzi, sabato con la “lectio magistralis” dello stesso Levi e una discussione con Paolo Garimberti, giornalista di Repubblica, ex direttore del Tg2, a La Stampa con Levi, Liliana Madeo, cronista del quotidiano torinese, Luciano Genta, responsabile di Tuttolibri e il linguista Gian Luigi Beccaria.

Ma il protagonista è stato lui, Arrigo Levi, 82 anni, 64 trascorsi nei giornali e nella televisione a raccontare l’Italia e il mondo, dall’America all’Unione Sovietica, dal Medio Oriente all’Europa, sulle colonne de La Stampa, del Corriere della Sera, del Times, solo per citarne alcuni. Senza contare il lungo elenco di saggi.

Prima dell’inizio della cerimonia per la consegna del premio, visita a sorpresa del generale Vincenzo Giuliani comandante della Regione carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, che è salito ad Almese per salutare l’ex direttore de La Stampa. Entrambi hanno lavorato assieme presso la Presidenza della repubblica, Levi come consigliere per le relazioni esterne, il generale Giuliani quale comandante del Reparto presidenziale carabinieri e responsabile della sicurezza del Capo dello Stato.

L’ufficiale, accolto dal sindaco Bruno Gonella, da Massimo Pesa, comandante della Compagnia carabinieri di Rivoli e dal maresciallo Filippo De Santis, comandante della stazione almesina, si è intrattenuto per una decina di minuti a colloquio con Arrigo levi, visibilmente felice per l’incontro. Così come si è commosso nel ricevere il saluto di molti cronisti che hanno lavorato con lui negli anni Settanta a Torino.

Aprendo la cerimonia, Graziella Ricci Calcagno ha letto alcuni passi della lettera con la quale Arrigo Levi ha accettato il premio. «Giorgio era davvero un amico – ha scritto – e gli anni di collaborazione con lui, intensi e difficili per Torino, sono stati i più felici. Il ricordo è vivo e forte come il dolore per la sua scomparsa. Perciò è un onore ricevere questo premio intitolato a lui».

Per qualche ora ad Almese si sono ritrovati alcuni dei giornalisti italiani che hanno lasciato e lasciano ancora col loro lavoro, una traccia importante nell’informazione del nostro paese. Paolo Garimberti, Mimmo Candito già corrispondente di guerra del quotidiano torinese, Vincenzo Tessandori, cronista che ha saputo raccontare come pochi il terrorismo in Italia, Marinella Venegoni, critico musicale de La Stampa.

Alcuni hanno evocato con affetto Giorgio Calcagno. «Sono felice di ricordarlo qui, insieme agli amici coi quali abbiamo lavorato. Ero nella stessa stanza con lui e Carlo Casalegno, e Giorgio stava proprio di fronte a me», ha spiegato Garimberti. E il linguista Gian Luigi Beccarla ha ricordato il rigore di Calcagno nell’uso della lingua, sintetizzato nel suo contributo al manuale di scrittura “Stile Stampa”. «Conosceva il mestiere come pochissimi ed era un amico dello scriver chiaro, che non tollerava un uso scellerato della lingua italiana». Luciano Genta ha ricordato l’avversione di Calcagno per i refusi stilistici, frutto della sua grande preparazione culturale, e soprattutto il suo essere un laico cattolico che non ha mai lasciato che la sua fede fosse prevaricatrice. Anche in questo caso, una grande lezione di giornalismo.

Il Premio Letterario Giorgio Calcagno è stato organizzato dal Comune con il contributo de La Stampa, della Fondazione Magnetto, della Fondazione Crt e la collaborazione dell’Associazione Amici della Sacra di San Michele, del Museo Nazionale del Cinema, dell’Associazione Amici di Avigliana e la Fidapa Torino, Rivoli, Valsusa. Nel corso della due giorni è stato presentato il volume, realizzato dal Comune, relativo alla scorsa edizione del Premio, attribuito a Umberto Eco, che contiene gli atti del convegno dedicato a Giorgio Calcagno e il catalogo, con interventi critici, delle immagini della mostra del fotografo Riccardo Moncalvo, svoltasi in contemporanea.

Al termine della mattinata di sabato, la soddisfazione del sindaco: «Sono state due giornate straordinarie. Siamo felici di aver ospitato ad Almese un maestro come Arrigo Levi e di aver potuto assistere ad una discussione di tale altezza sul giornalismo contemporaneo che ha visto confrontarsi alcuni dei giornalisti e intellettuali più importanti del nostro paese.  È stato il miglior modo per onorare Giorgio Calcagno».

 

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Comune di Almese