Goja del Pis

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Il salto del Pis, circa 14 metri di altezza in una conca di circa 30 metri di diametro, deve le sue forme a centinaia di migliaia d’anni di erosione operata dalle acque su rocce particolarmente dure che, proprio per questo, hanno limitato l’azione delle acque stesse. Si tratta di serpentiniti, rocce ricche di ferro e magnesio, derivanti da magmi di antica crosta oceanica.

L’approfondimento ed il modellamento del vallone non si è interrotto neppure durante le glaciazioni; in quei lunghi e gelidi periodi le acque infatti hanno agito anche sul fondo del ghiacciaio con un’energia se possibile ancor più intensa considerata la pressione in un ambiente compresso fra ghiaccio e roccia. Alcune forme concave nella roccia della Goja del Pis risalgono proprio al vorticoso mulinare di sassi imprigionati dalla corrente in anfratti e solchi.

Come arrivare
E’ possibile arrivare alla Goja del Pis a piedi lasciando l’auto nella Piazza della Fiera (adiacente alla piazza del Comune) in circa 25 minuti. Per cui si consiglia di lasciare le auto e proseguire a piedi.

Il percorso inizia da piazza Martiri della Libertà. Si attraversa il Torrente Messa e ci si porta sul versante sinistro del torrente e si sale in direzione della Chiesa Vecchia.

Dopo circa trecento metri girare a sinistra e prendere in direzione borgate “Fucinassa” e “Gambabosco”. Sulla sinistra, di fronte ad alcune case, parte il sentiero diretto alla cascata.

Il percorso si fa ora più naturalistico sino all’alveo del Torrente Messa da cui, contornando alcuni massi con brevi saliscendi, si perviene alla piscina naturale ed alla cascata della Goja del Pis. Un apprezzabile punto panoramico sull’area è raggiungibile sulla destra, circa una 50 metri a valle della cascata, con ripido sentiero transennato in legno.

Nell’estate del 2013 sono stati completati i lavori di messa in sicurezza del percorso esistente e del punto panoramico, promossi dalla Comunità montana con fondi europei. La Goja del Pis è inserita nel Geoparco delle Alpi Cozie, grazie ad un progetto di valorizzazione curato dall’associazione I Meridiani, con l’allestimento di pannelli informativi e la realizzazione di un opuscolo tascabile.

 

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