“UN PAESE DI CALABRIA” AL XXI VALSUSA FILMFEST

“UN PAESE DI CALABRIA” AL XXI VALSUSA FILMFEST

e incontro con DON RITO JULIO ALVAREZ

il parroco colombiano che a Ventimiglia che ha aperto la sua parrocchia

per ospitare i migranti fermati alla frontiera

27 aprile 2017 ore 21:00
Auditorium Cavalier Mario Magnetto, via Avigliana 17, Almese

ingresso gratuito

Incontro con don Rito Julio Alvarez, il parroco profugo colombiano che a Ventimiglia ha aperto la sua parrocchia per ospitare i migranti fermati alla frontiera, e proiezione di “Un paese di Calabria”, film che racconta la bellissima esperienza del piccolo comune di Riace che ha rotto l’isolamento imponendosi come progetto modello capace di far rinascere una comunità

Prosegue l’intensa XXI edizione del Valsusa Filmfest, festival poliartistico sui temi del recupero della memoria storica e della difesa dell’ambiente che da 21 anni anima un territorio aperto all’incontro e al confronto culturale che in questa edizione si svolge in 12 comuni della Valle di Susa – Almese, Avigliana, Bardonecchia, Bussoleno, Chiusa San Michele, Condove, Mattie, Meana di Susa, Oulx, Susa, Venaus e Villar Focchiardo – oltre che a Torino.

Giovedi 27 aprile alle ore 21 all’Auditorium Magnetto di Almese viene presentato “UN PAESE DI CALABRIA” di Shu Aiello e Catherine Catela, produzione Italo-francese-svizzera su Riace, il paese calabrese rinato grazie alla presenza degli immigrati ed al grande lavoro svolto dal Sindaco Domenico Lucano.

Sarà presente per un dialogo con il pubblico DON RITO JULIO ALVAREZ, il parroco colombiano di Ventimiglia che ha aperto la sua parrocchia per ospitare i migranti fermati alla frontiera.

Don Rito viene dalla regione del Catatumbo, dove i narcotrafficanti hanno sterminato decine di migliaia di famiglie e costretto migliaia di persone a fuggire. Don Rito era presente quando i narcos hanno ammazzato i suoi parenti, solo perché un suo cugino si era rifiutato di pagare il pizzo al gruppo paramilitare di Domenico Hoyos Mancuso, uno dei capi, tra i più potenti dei narcos. Così la famiglia di don Rito è dovuta fuggire e lui, il prete che predicava contro i narcos, è stato portato a Ventimiglia e dieci anni dopo, la Digos scoprì che proprio quel Mancuso abitava a meno di due chilometri dalla parrocchia di Sant’Antonio, proprio la chiesa dove don Rito accoglie e aiuta i migranti che la Francia respinge.

Don Rito in Colombia ha fondato una Ong, la “Fundacion Oasis de amor y paz” e a Sanremo una associazione per sostenere la fondazione in Sudamerica: “Gli angeli di pace”.

Nel film-documentario “UN PAESE DI CALABRIA” una donna di nome Rosa Maria lascia Riace, il suo paese natale, in un giorno d’estate del 1931 in cerca di fortuna in Francia. Da allora gli abitanti di Riace hanno visto le case abbandonate dagli emigrati coprirsi di edera e le terre impoverirsi. Hanno continuato a guardare il mare dalle loro colline, per ricordare i loro due patroni, Santi Cosma e Damiano, originari d’oriente. Un giorno da quel mare è arrivato un barcone su cui erano Bairam ed altri duecento profughi curdi. Le case degli emigrati d’inizio novecento sono state restaurate con l’aiuto dei nuovi migranti e date loro. Oggi gli abitanti del paese calabro si chiamano Roberto, Ousmane, Emilia, Mohamed, Leonardo, Taira. Il progetto “Futura”, portato avanti dal sindaco Domenico Lucano, insieme ai migranti, è un esempio unico d’accoglienza. Gli abitanti non hanno molto ma s’inventano ogni giorno il loro destino comune. “Un paese di Calabria” svela l’infinita ciclicità dei flussi migratori, mostrando come quello che per alcuni è un problema, per altri è un’opportunità.

Il cast è composto dal Sindaco Domenico Lucano e da altri abitanti di Riace ed il film è prodotto da Tita Productions (FR), Marmitafilms (FR), Les Productions JMH (CH) e Bo Film (IT)

(dal Comunicato Stampa del Valsusa Filmfest)