I romani tornano nella villa di Almese

I romani tornano alla villa di Almese che hanno abitato per quasi quattro secoli all’inizio del secondo millennio. Così, il sito archeologico di Grange di Rivera, rivive attraverso la ricostruzione di alcuni momenti di vita quotidiana, domenica 21 giugno, solstizio d’estate, promossa dall’associazione almesina ArcA, che organizza e gestisce il programma delle visite guidate all’insediamento romano, e realizzata dall’associazione storico culturale Okelum, specializzata nella rievocazione storica del periodo gallo-romano.

La villa romana di Almese sarà visitabile dalle 15 alle 18 e, nei punti di sosta dove archeologi e accompagnatori illustrano la storia del complesso archeologico, i visitatori assisteranno ad alcune ricostruzioni storiche, protagonisti una trentina di personaggi in abiti dell’epoca. Verrà simulato, in un’estate del I secolo d.C., l’arrivo ad Almese di un esattore delle tasse, proprietario della villa, con la sua famiglia e una scorta di soldati, che viene ricevuto dal suo liberto, amministratore della proprietà, che illustra all’esattore le ultime vicende e l’andamento degli affari, alla visita al magazzino, all’allenamento dei gladiatori, ad alcuni momenti di vita quotidiana e al pranzo.

Dalle 18 alle 19, festa del solstizio con animazioni, giochi, una danza ispirata ad un rilievo rinvenuto nel sito archeologico di Ad Fines, in borgata Malano, ad Avigliana, e la gara fra i gladiatori in quello che era un tempo l’hortus, il grande prato ai piedi della villa, col pubblico che potrà, come nella Roma antica, decretare il vincitore.

Un piccolo viaggio che porta i visitatori indietro nel tempo, a 2000 anni fa, quando la villa romana di Almese era, forse, uno dei luoghi più prestigiosi della valle di Susa. L’obiettivo di ArcA, che si avvale del patrocinio del Comune, è di valorizzare il sito archeologico associando alle spiegazioni degli esperti la suggestione visiva di personaggi in abiti che evocano i momenti cruciali della vita nel più grande insediamento privato di epoca romana dell’Italia nord occidentale.

L’associazione Okelum è costituita da un gruppo di amici che vuole, in particolare, divulgare la storia e l’archeologia del periodo celtico noto come “II Età del Ferro”, attraverso la ricostruzione, il più possibile corretta ed esaustiva, del mondo cisalpino, e in particolare piemontese, antecedente l’arrivo del dominio di Roma. Gli esponenti di Okelum partecipano ad eventi in tutto il Piemonte, in altre regioni d’Italia e all’estero.

L’ingresso è libero e le visite guidate, a cura degli accompagnatori di ArcA, si svolgono per gruppi, ogni ora, a partire dalle 15. Per informazioni arca.almese@gmail.com.

(Comunicato stampa Associazione Arca)

 

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