UNA VALLE CHE VIVE: COMUNI, CAI, ASSOCIAZIONI ARCHEOLOGICHE E FIE PER IL PARCO DORA

Il gruppo escursionismo TAM CAI UGET e CAI Sezione di Torino (sottosezione GEB) con la collaborazione dell’Intersezionale CAI Valsusa e Val Sangone, dei comuni di Avigliana, Almese, Caselette e delle Associazioni Archeologiche della Bassa Valle di Susa, hanno organizzato con incredibile successo la 14° edizione della camminata per meglio conoscere, apprezzare e difendere l’ambiente della Dora Riparia. Quest’anno il filo conduttore è stato l’insieme dei siti risalenti all’età romana ubicati nella zona ovest di Torino. Infatti pur con la previsioni metereologiche molto incerte sono confluite davanti alla stazione di Avigliana alle 9,30 di domenica 19 aprile più di 80 persone che nel corso della giornata ai vari punti di sosta sono salite a 93 e sarebbero state più di 170 i partecipanti presenti, a fronte delle iscrizioni raccolte e delle successive disdette, se il tempo si fosse mantenuto buono sin dall’inizio. Comunque non è piovuto ed anzi durante il corso della giornata il tempo è andato via via migliorando premiando così chi, pur contro le previsioni avverse, non si fatto intimorire e ha voluto essere presente a quest’appuntamento annuale per la valorizzazione del “Parco Dora”. L’intensa giornata è iniziata con i saluti del sindaco Angelo Patrizio e dell’Assessore alle politiche ambientali Giulia Bussetti. A seguire, quale responsabile per il CAI insieme a Beppe Borione di tale iniziativa, ho anche portato i saluti del Gruppo Regionale Piemontese e della Commissione Tutela Ambiente Montano interregionale del CAI da me rappresentata. Per finire è intervenuto Arnaldo Reviglio, consigliere comunale di Avigliana, anima e vita come sempre di questi incontri che ci ha seguito per tutto l’arco della giornata guidandoci in modo egregio e soffermandosi su ogni aspetto che poteva cadere all’occhio dei partecipanti. Presenti tra gli altri per il nostro CIMG5624sodalizio, diversi esponenti del CAI Sezione di Torino rappresentati dal direttivo GEB quasi al completo e da due esponenti della Sottosezione Universitaria (SUCAI), Laura Ghigo e Graziano Toso. Per l’UGET ha portato un saluto il vicepresidente Beppe Gavazza, ma moltissimi erano i soci CAI delle varie sezioni presenti all’iniziativa. Si è quindi partiti dal centro urbano di Avigliana percorrendo l’argine sinistro cosiddetto canale Teksid, immettendoci successivamente sulla passerella ciclopedonale della Dora Riparia, sino a raggiungere l’area rinaturalizzata nell’ambito del progetto “Corona Verde” ove vi sono stati interventi di ingegneria naturalistica, con messa a dimora di piante autoctone, sino ad arrivare alla borgata Malano, sito “statio ad fines” con interventi di Davide Gazzola e di Samantha Lombardo dell’Associazione Archeologica Aviglianese che ci hanno illustrato in maniera molto esaustiva la storia di questo luogo di riscossione della “Quadragesima Galliarum”. Ci hanno accompagnato durante ogni attraversamento delle strade aperte al traffico le brave vigilesse aviglianesi Paola e Daniela. Dopo aver lambito il centro storico della frazione CIMG5628Drubiaglio siamo giunti ad Almese. Ad accoglierci presso il ponte sul torrente Messa, per poi accompagnarci su tutto il territorio almesino, vi sono il consigliere comunale Diego Bunino e Marco Simioli. Veramente significativa l’accoglienza e il sostegno del Comune di Almese che ha messo a nostra disposizione l’assistenza del locale gruppo della protezione civile e del comandante della Polizia Municipale Giovanni Chirio. Abbiamo percorso un tratto dell’argine sinistro del torrente Messa e di un affluente del medesimo (rio Morsino). Dopo aver lambito il laghetto “Tre Pais” siamo giunti al Ricetto di San Mauro (ricetto e borgo medioevale) dove ci hanno relazionato i rappresentanti della F.I.E. (Federazione Italiana Escursionismo) Maurizia ed Antonio Munaretti. A seguire vi è stato il saluto dell’amministrazione comunale da parte del vice sindaco Claudio Piacenza che ha ben evidenziato l’impegno che il Comune ha preso per regalare al visitatore una zona sempre pulita ed invitante, dando importanza primaria a chi percorre a piedi il territorio per gustarne appieno le prerogative esistenti. A tal pro i volontari hanno prima di questa camminata ripulito a fondo i sentieri ed i transiti ad esso connessi. Ripreso il percorso dopo aver attraversato il centro storico della frazione Rivera (già Comune autonomo) col vecchio ex municipio e la Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano, attraversati la borgata Garavello e l’omonimo rio, si è giunti alla Villa Romana. Qui diversi componenti dell’associazione ArcA (Arte, archeologia e cultura ad Almese) hanno organizzato le visite guidate a gruppi e proiettato un audiovisivo, mentre a turni ci si riposava per poter degustare il proprio pranzo al sacco. Sono state offerte bottigliette d’acqua a tutti i partecipanti. Presente all’iniziativa anche il prof. Lodovico Benso, primario pediatra emerito e uomo di grande talento, che ha manifestato tutto il suo assenso all’iniziativa in atto. A questo punto un plauso particolare va a Mariolino di Franco, diversamente abile, che grazie al fratello Roberto che lo ha assistito in maniera egregia, ci ha potuto seguire su tutto il percorso coadiuvato anche da Giampiero Salomone (accompagnatore titolato del CAI). Per superare però il tratto successivo, punto in salita più rilevante di tutto il percorso (circa 150 m di dislivello) e la successiva pista Tagliafuoco alle pendici del Monte Musinè, non è stato possibile trascinare la carrozzella su questo tratto di impervio sentiero, così ha provveduto come sempre l’amministrazione di Almese grazie al suo comandante della polizia municipale Giovanni Chirio che hanno portato con l’auto di pattuglia il predetto e la signora Wanda Ferrero, l’ottantaquattrenne che ci segue in ogni impresa, fino sulla pista tagliafuoco dove si sono ricongiunti al nostro gruppo, accompagnandoci poi fino all’arrivo di Caselette. Da notare che il ricongiungimento col gruppo è avvenuto in un punto particolare per la presenza di mucche più simili a uno yak tibetano che alle nostre vacche, grazie ad un progetto avvalorato dal comune di Almese, di Donatella Acella e del marito DSCF1061Luigi, una giovane coppia piemontese, originaria della Val Varaita, nel Cuneese, che dallo scorso dicembre allevano per l’appunto sulla pista Tagliafuoco manzi “highland scozzesi”, che sono bovini dal pelo folto, dalle lunghe corna e dal carattere molto mansueto. Mariolino, il ragazzo disabile, a questo punto visibilmente emozionato, ha voluto rilasciarmi questa dichiarazione: “Se oggi ho potuto godere di questa splendida e per me inusuale giornata, lo devo anzi tutto a mio fratello Roberto che ha trascinato la mia carrozzella per tutto l’arco della giornata sin dove è stato possibile e all’intervento nei tratti più scabrosi della polizia municipale di Almese, della protezione civile e di tutti quelli che si sono prodigati per regalarmi questa gioia che mi rimarrà sempre impressa nel cuore”. Molti anche i cani dei vari proprietari che hanno scorrazzato felici in questa lunga marcia per un totale connubio di totale coesione fra tutti. Si è poi giunti sul territorio di Caselette in località Pian Domini dove ad accoglierci c’è il sindaco Pacifico Banchieri e il presidente della locale associazione culturale Vicinea prof. Dario Vota. Da segnalare che ci ha accompagnati, per tutto il percorso, la giovane consigliera comunale di Caselette Beatrice Ossola. Sosta al bar del campo sportivo. Da parte del prof. Vota successive soste esplicative sia lungo l’ultimo tratto del percorso sia alla Villa Romana di Caselette, conclusiva visita della giornata. Dopo i 300 metri in leggera discesa della strada romana siamo giunti al bus privato che ci ha riportati alla stazione ferroviaria di Avigliana. L’escursione in totale è durata 10 ore (7 di cammino, 3 di soste – visite diverse e pausa pranzo al sacco, circa 18 Km a piedi percorsi). Una giornata intensa che dà veramente lustro al territorio valsusino e alle tre amministrazioni comunali che ci hanno così calorosamente accolti.

Lodovico Marchisio

(relatore per il CAI)