VISITE GUIDATE ALLA VILLA ROMANA

Il sito archeologico della Villa Romana di Grange di Rivera rappresenta un’occasione unica per osservare i resti di un insediamento abitativo che sembrerebbe risalire addirittura al I secolo d.C.

Il Comune di Almese e l’Associazione ArcA, in collaborazione con la Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte, propongono un ricco calendario di aperture che prosegue per tutta l’estate fino all’autunno.

E’ possibile infatti immergersi nell’atmosfera della vita quotidiana all’interno della villa situata ai margini dell’insediamento denominato statio ad fines, collocato nei pressi di Drubiaglio, lungo la via delle Gallie.

Il percorso di vista è stato pensato per accompagnare i visitatori dall’ingresso della villa, nella parte nord, dove si stando concentrando i recenti lavori di scavo, e si snoda per tutta la sua estensione potendo entrare in quelle che una volta erano le stanze del piano terreno. Si può immaginare il lavoro dei servi nella preparazione dei cibi, la vita che si svolgeva all’interno del cortile, le passeggiate lungo il portico in quello che all’epoca doveva essere un magnifico giardino.

I gruppi sono accompagnati da un archeologo e da un gruppo di volontari alla scoperta del sito, considerato il più grande edificio extraurbano di epoca romana dell’Italia settentrionale, una vera e propria villa di lusso. All’ingresso i visitatori sono accolti nel centro visite dove è possibile, grazie all’ausilio di uno schermo, ripercorrere il lavoro di ritrovamento e di recupero del sito nelle sue varie fasi e vedere, con una simulazione digitale, come doveva essere la villa quando fu costruita.

Le visite sono completamente gratuite e si svolgono ogni ora. Per informazioni è possibile rivolgersi all’ufficio Cultura del comune di Almese.

Le visite guidate alla Villa Romana di Grange di Rivera sono organizzate dal Comune di Almese, Assessorato alla Cultura e dall’associazione ArcA, in collaborazione con la Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte, la Fondazione Magnetto che ha contribuito alla realizzazione del percorso di visita, il piano di valorizzazione “Valle di Susa, tesori d’arte e cultura alpina” e la Finder.