Approvato il bilancio 2014 e le aliquote della Iuc

Un bilancio di previsione per il 2014 molto tecnico e con pochi investimenti, quello discusso lunedì 7 aprile ed approvato dalla maggioranza col voto contrario dell’opposizione (Cinzia Allasia ha votato con la maggioranza). L’assessore Davide Morando ha spiegato che l’amministrazione uscente guidata dal sindaco Bruno Gonella, non vuole impegnare coloro che saranno chiamati al governo del paese dopo le elezioni del 25 maggio.

Così il bilancio di previsione per quest’anno pareggia su 5.171.000 euro; le spese correnti ammontano a 3.851.000 euro, gli investimenti a 694.000 euro.  Gli investimenti in opere pubbliche ammontano a 463.000 euro. Fra questi, la manutenzione straordinaria dei servizi igienici della palestra e la messa a norma del complesso sportivo di via Granaglie, interventi di manutenzione per il miglioramento degli impianti di illuminazione pubblica e per asfaltature. Molti i vincoli e le incertezze per la formazione del bilancio, ha spiegato Morando, che deve fare i conti con trasferimenti dallo Stato ridotti all’osso.

Nella medesima seduta è stato approvato il regolamento della Iuc, Imposta unica comunale, composta di tre distinti prelievi: l’Imposta municipale propria (Imu) relativa alla componente patrimoniale; la tassa sui rifiuti (Tari) destinata alla copertura dei costi del servizio di gestione dei rifiuti; il tributo sui servizi indivisibili (Tasi), destinata alla copertura dei costi dei servizi indivisibili erogati dai Comuni;

L’Imu non si applica alle abitazioni principali e pertinenze a eccezione delle categorie catastali di lusso A/1-A/8- A/9 e le aliquote per la prima casa e per gli altri immobili restano immutate: 5 per mille con una detrazione di 200 euro e 9 per mille, mentre sono esenti i fabbricati rurali a uso strumentale.

Le aliquote della Tari, tassa sui rifiuti, sommano una parte fissa e una variabile e, per le utenze domestiche, viene calcolata in base alla superficie dell’immobile, compresi box/posto auto, cantine, soffitte, escluse le aree scoperte (balconi, terrazzi, giardini) e al numero di persone del nucleo familiare che vivono nell’immobile.

La tariffa è ridotta del 15 per cento limitatamente alla quota variabile, per le utenze domestiche che procedono direttamente al recupero della frazione organica o anche degli sfalci e delle potature, con formazione di compost e per le abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero.

Per le utenze non domestiche la tassa viene calcolata in base alla superficie del locale e alla categoria di appartenenza dell’attività svolta. Il calcolo è molto complesso e i cittadini riceveranno un modello di pagamento con indicata la cifra. In ogni caso, i costi a loro carico dovrebbero diminuire, seppur di poco.

Il Tasi, Tributo Servizi Indivisibili, sostituisce l’Imu sulla prima casa e la maggiorazione Tares di 0,30 centesimi al mq, quest’ultima pagata nel 2013 direttamente a favore dello Stato, entrambe soppresse. Nel caso l’immobile sia locato, il regolamento, stabilisce un riparto tributario del 30% a carico dell’utilizzatore e del 70% a carico del possessore. Per l’abitazione principale e le unità immobiliari concesse in uso gratuito a parenti l’aliquota è del 2 per mille, mentre scende all’1 per mille per le categorie A/1, A/8 e A/9. Fabbricati industriali, rurali, uffici e negozi sono esenti, perché pagano già l’Imu.

Aliquote pensate per far quadrare bilancio, ha spiegato Morando e per non avere una forte pressione fiscale. L’assessore al bilancio non ha mancato di sottolineare i costi sociali che deriveranno da questi cambi di tassazione.

9/4/2014