Progetto di solidarietà per accogliere rifugiati

spedizione-sedie-003

Piccoli numeri ma grande solidarietà. È questo il senso del progetto di accoglienza per rifugiati provenienti dalle zone calde del pianeta, dove le guerre rendono impossibile la vita, promosso da alcuni Comuni, fra i quali Almese, e il Consorzio socioassistenziale della valle di Susa, presentato al ministero dell’interno.

A promuovere l’iniziativa, Almese, Avigliana, Caprie, Rivalta, Vaie e il Conisa, con alcune associazioni, fra le quali Cronoteam Valsusa, cooperativa Amico e associazione Talita di Almese. Il progetto, illustrato ieri sera ad Avigliana dagli amministratori comunali, fra i quali il vicesindaco Piero Genovese, assessore alle politiche sociali e presidente dell’assemblea del Conisa, prevede l’ospitalità di 15 persone, 4 ad Almese, per una durata di sei mesi prorogabili fino a un anno.

I profughi inviati dal ministero, è ipotizzabile si tratti di una famiglia, verranno ospitati ad Almese in uno degli alloggi attrezzati nel rifugio escursionistico di Rivera, che ha già accolto in passato migranti. Il costo dell’operazione è 250 mila euro, 200 mila dei quali sono a carico del fondo nazionale per le politiche dell’asilo e dell’accoglienza e prevedono anche 2,5 euro al giorno per le spese personali di ogni rifugiato. Il resto viene ripartito fra i soggetti proponenti, ma va considerato che circa 20 mila euro sono rappresentati dal costo del personale che si occuperà dei profughi. Alla fine, ogni Comune sborserà non più di 3 mila euro.

«È un dovere non solo etico e morale, accogliere queste persone – spiega Piero Genovese – perchè è facile indignarsi o commuoversi quando vediamo i profughi scendere dalle barche dopo un drammatico viaggio, ma la solidarietà è qualcosa di concreto». Il vicesindaco, che parla anche come presidente del Conisa, dice dell’importanza di fare squadra per dare una soluzione al problema che sia diffusa e non a carico di pochi.

«Possiamo moltiplicare molto l’effetto positivo della solidarietà, rendendo accoglienti i luoghi dove ospitarli, che non siano delle concentrazioni in luoghi incivili, tenendo presente che il basso numero di profughi che troverà posto nel Comuni è destinato a favorire il loro inserimento e che si tratta di persone non intenzionate a restare in Italia, preferendo i paesi del Nord Europa». Piero Genovese osserva inoltre che questo progetto potrà avere delle ricadute economiche sul territorio e creare un piccolo indotto.

Il progetto è in attesa di finanziamento da parte del ministero, che risponderà entro dicembre. Se questa risposta sarà positiva, l’accoglienza potrebbe iniziare a partire dalla fine di gennaio.

6/11/2013