Ecco com’era la villa romana 2000 anni fa

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Da domenica 6 ottobre, coloro che visiteranno la villa romana potranno vedere la ricostruzione virtuale del sito archeologico attraverso una serie di disegni tridimensionali che lo raffigurano come doveva essere  nel periodo del suo massimo splendore. E, in un pomeriggio di pioggia, sono state quasi cento le persone che si sono soffermate sui nuovi pannelli illustrativi collocati lungo il percorso di visita ai resti dell’edificio di Grange di Rivera.

A inaugurare la nuova cartellonistica, il sindaco Bruno Gonella, il consigliere delegato alla valorizzazione del patrimonio archeologico Giovanni D’Alessandro, il direttore coordinatore della Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte Federico Barello, Eleonora Girodo, del piano di valorizzazione “Tesori di arte e cultura alpina” e Giuliano Fantini, presidente dell’associazione culturale Arca, i cui volontari collaborano alle aperture della villa al pubblico. L’intervento è stato possibile grazie al sostegno della Fondazione Magnetto e della Finder.

I nuovi pannelli presentano la ricostruzione dell’edificio che la Soprintendenza ha sviluppato, con l’apporto tecnico di Officina delle Idee, attraverso un’attenta analisi di tutti gli elementi conoscitivi al momento disponibili, ha spiegato Barello. Si sono dunque predisposte più viste sull’area archeologica, lungo il percorso in modo da poter offrire alcuni primi elementi informativi sull’edificio antico, sulla sua storia e sul più ampio contesto in cui si trova. È stato inoltre realizzato un video che contiene le ricostruzioni in 3D e la storia degli scavi a partire dal 1979, anno di scoperta della villa.

villa-romana-nuovi-pannelliLa Soprintendenza ha un debito di riconoscenza nei confronti dei soggetti che si sono attivati per la valorizzazione di questo sito archeologico – ha osservato Barello – aprire alle visite era un miraggio e ci siamo riusciti grazie alla sensibilità del Comune e la disponibilità dei privati». Il prossimo obiettivo, ha annunciato l’archeologo della Soprintendenza, è la realizzazione di una pubblicazione cartacea che illustri la storia della villa romana, gli scavi e gli studi, e l’allestimento di una mostra dei reperti ritrovati. In attesa, un giorno, di poter riprendere le esplorazioni.

In ogni caso una tappa importante, ha sottolineato D’Alessandro. «La collaborazione di soggetti pubblici e privati ha consentito la scoperta di un patrimonio culturale inestimabile». E il sindaco aggiunge: «Grazie al lavoro di squadra, questo progetto ha messo gambe e cammina speditamente».

La villa romana ospita fino al 20 ottobre, la mostra di scultura “Pietra su pietra”, che presenta sei opere di Gianni Busso, Raffaele Mondazzi e Daniele Miola, ispirate alla mitologia greca. La mostra è aperta il sabato dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. L’ingresso è libero. Per informazioni, chiamare l’ufficio cultura del Comune, telefono 011.9350201/5. Email: cultura@comune.almese.to.it.

8/10/2013

 

I disegni tridimensionali