Celebrazione per i 150 anni di Scipione Riva Rocci

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Almese ha celebrato stamane i 150 anni dalla nascita di uno dei suoi figli più illustri, Scipione Riva Rocci, medico, scienziato e inventore dello sfigmomanometro a mercurio, lo strumento per misurare la pressione arteriosa, che nel paese della Valmessa venne alla luce il 7 agosto 1863. Una mattinata intensa, iniziata con l’apertura del banchetto delle Poste in piazza Martiri della Libertà, presso il quale oltre 200 persone si sono fatte apporre un annullo filatelico voluto dal Comune su apposite cartoline concesse da Giuseppe Giacone, collezionista di memorie almesine (chi fosse ancora  interessato all’annullo postale sulle cartoline deve rivolgersi all’ufficio postale di Bussoleno) , e conclusa con un convegno all’auditorium cav. Mario Magnetto. In mezzo lo scoprimento di una targa presso la scuola media.

L’omaggio è arrivato anche dagli studenti, che hanno effettuato ricerche su Riva Rocci, presentate in uno stand in piazza e nell’atrio dell’auditorium, e in un breve spettacolo. Sempre in piazza era operativo l’ambulatorio mobile della Croce rossa di Villardora, che con i propri volontari ha rilevato la pressione arteriosa e altri parametri vitali a chi lo desiderasse. Ad organizzare le celebrazioni l’amministrazione comunale in collaborazione con l’Asl To3 e l’Istituto comprensivo.

Nel cortile della scuola media, intitolata allo scienziato, c’era idealmente tutto il paese: il sindaco Bruno Gonella, il suo vice e assessore alle politiche sociali Piero Genovese, regista dell’iniziativa, le associazioni almesine, dall’Ana, all’Aib, dalla società operaia alle due Filarmoniche, il gruppo musicale della scuola, i carabinieri, i nipoti e pronipoti dell’inventore e, ospiti, il sindaco di Rubiana Gianluca Blandino e l’assessore di Villardora Paola Baratta.

Un concittadino di cui essere orgogliosi, ha osservato Bruno Gonella, un medico innovatore e un uomo attento ai rapporti con gli altri, lo ha definito Piero Genovese prima dello scoprimento della targa da parte della dirigente scolastica Anna Salvatore. E poco dopo, in auditorium, la pronipote di Scipione Riva Rocci, Silvia Gervasio, medico anch’essa, ha tracciato un ritratto dell’inventore. Su uno schermo sono sfilate immagini di fine ‘800 e inizio ‘900, il futuro inventore bambino, poi ragazzo nella casa almesina, uomo, medico e infine anziano. «Il padre Pietro, per cinquant’anni è il medico condotto del paese, consigliò il figlio di non seguire le proprie orme ma di iscriversi a legge – ha raccontato Silvia Gervasio – ma Scipione spiegò che, il giorno in cui andò ad iscriversi, la coda davanti allo sportello di legge era lunga e finì così per scegliere medicina». E ancora, suo padre che lo prendeva in giro per l’invenzione dello sfigmomanometro, considerandola “un’esagerazione”. Invece, fa rilevare la pronipote, lo strumento è uno dei più usati in medicina e in Germania la pressione arteriosa si indica con la sigla RR, in onore dell’inventore almesino.

Un ruolo importante in queste celebrazioni lo ha svolto l’Asl To3, presenti il direttore del distretto valsusini Pasquale Grassano e Paolo Angelino, dirigente cardiologo all’ospedale di Rivoli, reparto di eccellenza della sanità piemontese. Il dottor Angelino ha osservato che, oltre ad essere un grande scienziato, Scipione Riva Rocci era un medico con una grande capacità di stare accanto ai suoi pazienti. Lo sfigmomanometro è stata un’invenzione geniale e solo una delle molte cose realizzate dal medico almesino, ha osservato, prima di spiegare che cos’è la pressione arteriosa. Il cardiologo ha inoltre accennato ad un progetto per diffondere l’uso del defibrillatore, lo strumento che consente di far riprendere il battito cardiaco.

28/9/2013

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