Inaugurata la “Casa gialla di Tota Lisa”

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Un luogo di serenità per coloro che la abiteranno. Così suor Carmelina Lanfredini, superiora della congregazione delle Piccole Serve  fondata dalla beata Anna Michelotti, ha salutato ieri mattina l’inaugurazione della “Casa gialla di Tota Lisa”, la struttura di accoglienza realizzata nella villa che Teresa Bertolo, nota in paese come Tota Lisa, che ha lasciato in eredità proprio alle suore.

Un taglio del nastro al quale hanno partecipato molti almesini, alcuni dei quali si ricordano ancora della signorina che per anni ha gestito, con due sorelle una cartoleria e il peso pubblico nel palazzo del municipio. Fra loro il sindaco Bruno Gonella, il suo vice e assessore alle politiche sociali Piero Genovese, la direttrice del Conisa Anna Blais e la presedente del Consiglio di amministrazione Laura Mussano, il Pievano don Ettore Ghiano, Anna Adamante, direttrice della  Csda, Cooperativa sociale di assistenza di Avigliana che gestisce la struttura, Aldo Romagnolli, presidente di Confcooperative Piemonte e il sindaco di Rubiana Gianluca Blandino.

casa-protetta-2Ma, prima dei discorsi ufficiali, è stato Giuseppe Giacone, collezionista di memorie almesine, la cui famiglia è imparentata con la beata Michelotti, a disegnare un ritratto di Tota Lisa, nove tra fratelli e sorelle a una delle quali, Alma, è dedicata una via di Almese, scomparsa nel 1992 a più di 80 anni, lasciando la casa di via Viglianis, risalente alla fine dell’800, alle Piccole Serve.  «La nostra congregazione è nata per sostenere i poveri e i bisognosi – ha spiegato suor Carmelina – e questa casa nasce in coerenza con questo spirito. Un luogo di serenità dove trovare calore affetto. Per tutto ciò, dobbiamo ringraziare per la collaborazione, il Comune, Il Conisa e la Csda».

casa-protetta-via-viglianisQuesto è il risultato di un lavoro di squadra, ha osservato il sindaco, anche se qualcuno ha dato un po’ di più. «Oltre alle suore, debbo ringraziare il Pievano, che è stato determinante per il buon esito dell’operazione, e Piero Genovese, per il lavoro sulle politiche sociali che  svolge da vent’anni». Il vicesindaco qui anche nella veste di presidente dell’assemblea del Conisa ha parlato di un percorso virtuoso che ha visto insieme congregazione, enti pubblici, associazioni, privati. «In un momento in cui tutti sono in difficoltà, inauguriamo con orgoglio questa casa di accoglienza, che è un modello soprattutto dal punto di vista del metodo col quale è stata concepita, con un forte collegamento col territorio».

Sono state le suore a promuovere l’iniziativa, stanziando un milione di euro. La ristrutturazione è stata avviata all’inizio del 2011 e il Comune ha consentito un ampliamento del 10 per cento della superficie, rinunciato alla riscossione degli oneri di urbanizzazione, circa 70 mila euro.  Nella villa di via Viglianis, su una superficie di circa 450 metri quadri, nasce una casa famiglia, già in funzione, che accoglierà i minori in difficoltà che devono essere allontanati, anche temporaneamente, dal loro nucleo famigliare, quattro minialloggi destinati a persone disabili ed a mamme con bambini, nonché uno spazio per le famiglie.

A gestire la struttura è la Csda, Cooperativa sociale di assistenza di Avigliana, sulla base di una convenzione sottoscritta a giugno. Il progetto dei servizi è stato redatto da Sabrina Orru e Martina Blandino, che si occuperanno della gestione per conto della cooperativa Csda.

23/9/2013