L’Aib almesina in festa per i 35 anni di attività

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Se la pineta che sovrasta Almese è ancora integra ed è diventata il paradiso degli escursionisti e dei ciclisti, lo si deve al lavoro silenzioso di poche decine di persone appassionate del bosco e della natura. Sono quelli della squadra antincendi boschivi almesina, che domenica 9 giugno ha festeggiato i 35 anni di attività.

Doveva essere una giornata da trascorrere lungo la pista tagliafuoco, per mostrare ciò che è stato fatto in oltre tre decenni, ma la pioggia ha solamente consentito una rapida escursione a bordo dei fuoristrada. Tuttavia è stato sufficiente a rendersi conto dello stato di salute dei circa 600 ettari di bosco. Questo grazie ad Aldo Ambrosino, presidente dell’Aib, che via radio ha illustrato agli occupanti degli altri fuoristrada alcuni dei luoghi più importanti e gli interventi realizzati di recente dalla squadra.

Ad ascoltarlo i sindaci che si sono succeduti negli ultimi trent’anni: l’attuale primo cittadino Bruno Gonella, Emilio Bertolo e Giuliano Bosio. Poi, il climatologo Luca Mercalli, almesino abitante in borgata Sonetto, Claudio Chiaberge, assessore alla montagna della Comunità montana quando nacque l’Aib almesina e che fece arrivare i primi fondi per iniziare a lavorare nella pineta. E poi, molti di coloro che 35 anni fa erano ragazzi e hanno iniziato allora l’attività di volontariato che non si è ancora interrotta.

Partiti da Pera Pluc, i fuoristrada hanno percorso la “pista vecchia”, realizzata dal Corpo forestale negli anni ’70, attraversando il bosco sotto una pioggia a tratti molto fitta. Alla radio, Ambrosino ha raccontato cos’è l’Aib almesina: 44 iscritti, che si occupano per 450-500 ore l’anno della manutenzione di 30 chilometri di piste, nonché della pulizia del bosco. Grazie agli stage di educazione ambientale promossi dal Comune e dalla stessa Aib, l’associazione conta ora su sei reclute, arruolate proprio fra i giovani che hanno frequentato l’esperienza di lavoro estiva. Un risultato di cui Ambrosino è molto fiero.

festa-aib-vecchia«È un segnale di continuità che ci fa molto piacere», osserva il presidente dell’Aib. Nella sede degli alpini, dove il pranzo chiude la festa, sono esposte alcune fotografie dei giovani almesini che fra il 1976 e il 1977, affrontarono per la prima volta l’esperienza di volontariato in pineta. Fra loro Ambrosino, Gonella e molti che ancora oggi fanno parte della squadra. «Persone alle quali non abbiamo mai chiesto di più del loro impegno», racconta Ambrosino il quale, indicando le immagini, dice che da lì è iniziato tutto, che da quel gruppo è nato lo zoccolo duro che non ha mai mollato. «Abbiamo lavorato in sordina, collaborando bene con il Comune, e crediamo di aver difeso nel migliore dei modi la nostra foresta».

Ambrosino ricorda il primo contributo economico giunto grazie a Claudio Chiaberge e il sindaco Bruno Gonella fa rilevare che senza l’impegno dell’allora assessore in Comunità montana il gruppo non sarebbe partito. «Da quell’esperienza è nata una passione coltivata in silenzio, senza ostentare mai i propri meriti e facendo cose che dovrebbero finire sui libri di storia. In questa esperienza di 35 anni fa molti si sono formati la coscienza dell’essere cittadini, scegliendo poi di impegnarsi per il paese. È all’Aib, infine, che dobbiamo l’idea degli stage ambientali, che in valle di Susa altri Comuni stanno copiando. Siamo onorati di vivere in una comunità che ha espresso tutto questo».

Luca Mercalli, per il quale l’escursione di domenica è stata l’occasione di scoprire angoli del bosco almesino che non gli erano noti, osserva rivolto ai volontari, che questa è la strada giusta. «Il vostro è un lavoro di salvaguardia dei beni comuni e il futuro sta nel volontariato a tutela dell’ambiente, come quello che state svolgendo voi».

10/6/2013