Bilancio di previsione all’insegna dell’incertezza

Ancora un bilancio di previsione all’insegna dell’incertezza, quello approvato dal Consiglio comunale di Almese venerdì 28 giugno, col voto favorevole della maggioranza e contrario dell’opposizione. Non a caso, per la prima volta nella storia amministrativa del paese, il documento finanziario viene discusso a metà dell’anno.

L’assessore al bilancio Davide Morando invita a non lasciarsi impressionare dalle cifre. Il bilancio di previsione per quest’anno pareggia su 6.843.000 euro, con 1.921.000 euro di investimenti, ma si tratta di numeri in buona parte virtuali. «Oggi abbiamo in cassa, spendibili, solo 150.000 euro, mentre il resto sarà finanziato con residui e avanzo di amministrazione  ma il pareggio deve tener conto che ci sono 515.000 euro di partite di giro, 130.000 euro di rimborso mutui e 400.000 euro da rendere allo Stato per il fondo solidarietà tra enti locali». Allo Stato sono da “regalare” anche 319.000 euro che finiranno, come al solito, alla Cassa depositi e prestiti. Uno Stato che si tiene oltre 3 milioni di euro di avanzo di amministrazione del Comune di Almese.

Un Comune che da anni tira la cinghia, ottenendo risparmi consistenti. Nel 2012 la spesa corrente è risultata di 3.680.000 euro e quest’anno scenderà a 3.550.000, nonostante gli incrementi del costo dell’energia. La cifra relativa agli investimenti comprende un lungo elenco di opere pubbliche ma, concretamente, sarà possibile effettuare solamente gli interventi sui torrenti, finanziati dalla Regione, la nuova pista forestale e qualche asfaltatura, fa osservare l’assessore ai lavori pubblici Federico Goffi. Non di meno l’amministrazione comunale ha in animo di mettere mano alla riqualificazione energetica e alla manutenzione straordinaria delle scuole del capoluogo e di completare la circonvallazione alla zona industriale.

Poi c’è la questione dell’Imu, il cui pagamento di giugno è stato sospeso per la prima casa (ad esclusione di quelle di lusso). Anche qui i dubbi sono parecchi, fa rilevare Davide Morando. «Se viene cancellata l’Imu sulla prima casa, probabilmente lo Stato ci copre solo il 4 per mille, con  un mancato incasso di oltre 100.000 euro, visto che la nostra aliquota è al 5 per mille. Per ora contiamo di incassarli; se prima dell’approvazione del bilancio cambieranno le regole faremo degli emendamenti».

Le aliquote Imu restano immutate, salvo la riduzione al 7,6 mille per uso gratuito delle seconde case  a parenti fino al 1° grado. Ma il Comune potrebbe perdere altri 67.000 euro, la differenza tra 9 per mille e 7,6 per mille dei fabbricati commerciali e industriali, che incassa direttamente lo Stato. Già, perché se è vero che da quest’anno, ad esclusione, appunto, dei  fabbricati commerciali e industriali, l’Imu va interamente ai Comuni, lo Stato restituirà solo gli incassi applicando le aliquote di base. In ogni caso, c’è tempo fino a settembre per adeguare le aliquote e garantire gli equilibri di bilancio.

Un’ulteriore incertezza viene dalla Tares,  la nuova tassa su rifiuti e servizi, spiega l’assessore al bilancio. L’aumento minimo che dovrà essere applicato è 3 per cento, escludendo i 30 centesimi al metro quadro la cui applicazione può essere decisa dal governo entro Natale. La tassa dovrà essere pagata in tre rate: l’80 per cento entro il 15 settembre e il 15 ottobre, e il saldo entro il 30 novembre.

Restano sostanzialmente invariate le tariffe per i servizi a domanda individuale. Da sottolineare la proposta della parificazione delle fasce Isee per il servizio scuolabus e mensa scolastica. Va rilevato inoltre che aumentano gli stanziamenti a favore delle iniziative per combattere la disoccupazione.

Sul piano delle politiche sociali il Consiglio comunale ha inoltre approvato alcune modifiche al regolamento delle entrate che rendono più agevoli e ampliano le possibilità di dilazione del pagamento dei tributi da parte di coloro che versano in gravi difficoltà economiche. Le nuove norme prevedono una rateizzazione fino a due anni o la sospensione del pagamento per un anno. La misura degli interessi è stabilita in base al tasso legale vigente e non è più prevista, come in passato, alcuna maggiorazione. Gli interessati potranno presentare domanda al Comune o la loro posizione potrà essere segnalata direttamente dal Conisa.

29/6/2013